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  CRISTIANESIMO E ISLAM:
UN DIALOGO POSSIBILE?

L'Angelo del Signore disse a Agar in fuga nel deserto: "Ecco sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele... Egli sarà come un onagro (asino selvatico); la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui". Il dialogo tra Cristianesimo e Islam è possibile, se è vero che non siamo tutti figli di Ismaele.
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CRISTIANESIMO E ISLAM: UN DIALOGO POSSIBILE?

NON SIAMO TUTTI
FIGLI DI ISMAELE


di MARIA LETIZIA BUCCI MIRRI


Nel Vangelo della 5° domenica di Quaresima, è riportato il celebre episodio dell' "adultera" (Gv. 8,1-11). Mentre Gesù sta seduto di mattino presso il Tempio in mezzo al popolo che è accorso per ascoltarlo, si fanno avanti gli scribi e i farisei conducendo una donna. Domandano: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora la legge di Mosè ci ha comandato di lapidare tali donne. Tu che ne dici?" Secondo la legge veterotestamentaria le prime pietre dovevano essere scagliate dai testimoni. Con Gesù cambiano molte cose: soprattutto Egli mira al "recupero" del peccatore e non alla sua "soppressione". Egli porta una legge d'amore, non "giustizialista". Gli scribi e i farisei, invece, poiché trovano una "vera colpevole" vogliono far cadere sulla donna tutto il rigore di una legge che, secondo il Pentateuco, era uguale per i due complici e vogliono coinvolgere Gesù nella condanna. Gesù, tracciando dei segni per terra con il dito, con senso di disapprovazione, pronuncia la sua "sconcertante sentenza": "Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei". Ma tutti ad uno, ad uno se ne vanno. Restano soli Gesù e la donna. Magnifica lezione evangelica. Il perdono di Dio riabilita la persona. Rivolto alla peccatrice le dice: "D'ora in poi non peccare più". Chi è senza peccato? Solo Gesù, il figlio di Dio è senza peccato. E dalla sua condizione "privilegiata" emette un verdetto, apparentemente contro legge; forse lo è contro il rigore della legge mosaica. Ma è di amore e di recupero della fragile creatura umana che da tale sentenza è restituita alla piena dignità di figlia di Dio. Non così la pensa un nostro "connazionale", Alì Abushaima, presidente del centro islamico di Milano, che, invitato da Bruno Vespa alcuni mesi fa alla nota trasmissione "Porta a Porta", ha declamato che Gesù permette la lapidazione se ci sono le condizioni. In quel caso specifico non c'erano perché nessuno era senza peccato, ma se c'è gente senza peccato, può scagliare la pietra e lapidare l'adultera anche oggi. Vespa stesso si è risentito, obiettando che era assurdo far passare Gesù da lapidatore! Lo era così poco da morire in Croce, Lui, Dio, e non uno schiavo qualsiasi come credono i musulmani. Di fronte a queste situazioni mi viene spontaneo fare alcune considerazioni che esporrò. Anni fa Salmon Rushdie scrivendo "I versetti satanici" in cui dava un'interpretazione personale del Corano, non gradita all'Islam, ha avuto "sentenza di morte" e deve vivere nascosto. Una modella che adornò un abito con scritte in arabo, che erano versetti del Corano, è stata minacciata di morte e ha dovuto scusarsi e sparire. Un sacerdote cattolico trovato in Arabia Saudita ( lì è proibito tutto per i cristiani) con una ampollina di vino per celebrare segretamente la Messa presso un'ambasciata occidentale, è stato frustato sulla pubblica piazza. Non sto a citare il "plagio" violento che subiscono molte cristiane, che, con scarso senso della realtà, sposano giovani immigrati musulmani, dimessi inizialmente, che esercitando l'arte dell'ipocrisia e della dissimulazione, fingono di accettare una moglie cristiana, poi riprendono il vero volto da padroni della vita dalla moglie e dei figli, (vedi il caso narrato in "Mai senza mia figlia"), e un'infinità di altri casi coi rapimenti dei figli portati nella "blindata" città santa della Mecca, interdetta agli "infedeli" cioè ai cristiani, per i quali c'è il taglio della testa. Noi li accogliamo come "il prossimo". Non voglio dilungarmi a esporre il caso narrato nel libro "Bruciata viva". Ma siamo sicuri che tutto questo sia giusto? Sento dire che in Italia abbiamo concesso l'apertura di 300 moschee, senza mai chiedere la reciprocità. Ma che vogliamo finire tutti in "proschinesis", con quel singolare modo di genuflettersi fino a terra per pregare, tenendo più alta la parte posteriore che la testa? La nostra antica e nobile civiltà cristiana ci ha insegnato a tenere alta la testa per guardare verso il Cielo, e non già la terra, pur restando consci che "in interiore homine habitat veritas". E che dire della storia d'amore di Luigi Del Marro, 66 anni, romano in fin di vita, legato da 13 anni di vita comune con Sallouha, tunisina, che ama e che è da lei amato: non può sposarla. La Tunisia non permette a lei un matrimonio con un "infedele": attenti bene queste parole sono state dette dal personale dell'ambasciata tunisina in Italia, rivolte "ai padroni di casa italiani" in particolare a Luigi del Marro, malato terminale, amato e curato da Sallouha, tunisina. L'Ambasciata tunisina non da' il nullaosta a Sallouha richiesto dalle autorità italiane per celebrare il matrimonio. Mi torna in mente che L'Angelo del Signore disse a Agar in fuga nel deserto: "Ecco sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele... Egli sarà come un onagro (asino selvatico); la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui." Sbaglio o la nazione araba si vanta di discendere da Ismaele? La dottrina di Gesù Cristo e del Nuovo Testamento, una dottrina di amore, non toglie mai la libertà di coscienza come stanno facendo i sopra nominati. E sarà dura fargliela capire!

Anno II n.4, luglio/agosto 2004


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