Pier Francesco Fiorentino (XV sec.), Madonna del Melograno, un tempo conservata nella Pinacoteca di Gubbio
 
 


ARTE E SPIRITUALITÀ

ARTE E ANTROPOLOGIA

di PAOLA RESTANI


“...l’arte diverrebbe sterile qualora non fosse di continuo arricchita
da uno stretto contatto con lo studio dell’uomo..”
E. Gombrich, Arte e illusione


Seguendo l’opinione dello studioso e teorico della cultura Dan Sperber1 possiamo considerare l’antropologia culturale come lo studio delle manifestazioni collettive delle capacità mentali umane che sono le culture. Le opere d’arte e le espressioni artistiche di tutti i popoli sono le rielaborazioni più evidenti ed immediate di queste capacità.
Ne consegue che le tradizioni artistiche sono diverse e quindi, la definizione di ciò che è arte o non lo è, diviene un problema di non facile soluzione. Sarebbe possibile dare varie definizioni d’arte, tutte valide, ma ci limitiamo a sottolineare che l’arte è una forma d’espressione indefinibile e sfuggente. L’opera d’arte è il mezzo fondamentale con cui l’artista comunica ed esprime se stesso, le proprie idee e valori, i propri sentimenti. Nella maggior parte delle culture si crede che l’artista possa svolgere un ruolo medianico con la divinità attraverso l’opera d’arte, ma in ogni caso quest’ultima risulta come espressione unica di un’epoca, di una società, di una civiltà, di un paese2.
L’uomo-artista è condizionato dall’ambiente e dalla società in cui vive. In particolare, la religione ha da sempre influenzato gli artisti e le produzioni artistiche, tale concetto si arricchisce di profondi significati alla luce di un’ottica cristiana che ritiene l’artista capace di riprodurre il soffio vitale del Creatore.
Giovanni Paolo II nella Lettera agli artisti (datata 4 aprile 1999) sostiene che si tratti di una vera e propria identificazione personale dell’artista con il Deus artifex. L’uomo, infatti, di fronte alle sue opere prova un’emozione la cui origine è da rintracciarsi in Dio stesso e che in sé costituisce un’eco del mistero della creazione. Nell’uomo artefice si rispecchia l’immagine di Dio Creatore. “Nella creazione artistica l’uomo si rivela più che mai immagine di Dio, poiché l’Artista divino trasmette una scintilla della sua trascendente sapienza all’artista umano chiamandolo a condividere la sua potenza creatrice” (Lettera agli artisti,1).
Analizzando le componenti principali dell’opera d’arte possiamo sottolineare che la verità della funzione e della forma sono peculiari caratteristiche dell’arte cristiana, spesso nell’arte in genere si nota una dicotomia tra funzione e forma, ove per funzione si intende il significato dell’opera, tutto ciò che è collegato al contenuto ed alla sua utilità; per forma invece tutto ciò che è legato all’aspetto visivo, espressivo e simbolico. Nell’arte cristiana la funzione e la forma rappresentano un’unità inscindibile ed armonica, un esempio possono essere le icone della tradizione orientale in cui funzione e forma tendono all’unione con Dio poggiando, nella loro ispirazione, sul Verbo e la Verità3.
L’arte permette all’uomo di esprimersi e di influenzare la società e la cultura, è un’attività fortemente sinergica tra mente e corpo, tra spiritualità e attività pratica, tra realizzazione e simbolo. Il sistema complesso legato al processo artistico prende l’avvio da un’intuizione, cioè dalla capacità di cogliere qualcosa prescindendo dal ragionamento. L’opera è il prodotto di tale processo, è il risultato di un’attività teorica e pratica. Il valore dell’opera scaturisce dal sistema di riferimento che ne specifica i significati. Essi di solito si ispirano ad un paradigma etico e spirituale e sono influenzati dal sistema storico e sociale. La situazione storica, geografica, culturale, religiosa, spesso delinea le caratteristiche dell’opera la quale può avere valore non soltanto a livello locale, ma a volte anche globale4.
La cultura in primo luogo è un patrimonio delle persone, è un universo in continuo divenire la cui comprensione e salvaguardia dipendono dall’uomo che ne sostanzia l’essenza grazie alla produzione di opere significanti. L’arte è un modo di rappresentare la Bellezza e con i suoi simboli sollecita ogni potenzialità della persona: l’intuizione, la percezione, l’affettività, l’intelligenza, la razionalità, la volontà. L’arte è “un privilegio di alcuni uomini (…) una cosa lontana, misteriosa che Dio concede, non che gli uomini posseggono; ed è concessa solo a pochissimi. Impossibile accostarsi a questo miracolo, impossibile spiegarlo. L’unica cosa da fare è adorarlo in silenzio, umili e genuflessi, come in un tempio”5.
I simboli dell’arte sono i monumenti, le chiese, le sculture, gli affreschi, tutto ciò che contribuisce a cercare di rappresentare l’ideale di Bellezza e a sollecitare la percezione di un sentire, oggi sempre più intorpidita. La promozione e la fruizione diretta del patrimonio artistico stimolano l’uomo verso intense opportunità di ritrovare la sua vera essenza di essere umano e lo indirizzano verso significative possibilità di provare emozioni positive, in grado, ad esempio, di alleviare il nichilismo, il senso di angoscia e di precarietà, attraverso la contemplazione della Bellezza.
L’opera d’arte documenta la storia del genere umano e le sue attività, contribuisce a far conoscere intere epoche spesso chiarendo aspetti che altrimenti rimarrebbero nell’ombra, ma soprattutto testimonia l’uomo, permettendoci, attraverso il segno e l’immagine, di comprenderlo, di sentirne le emozioni, la partecipazione al mondo, le aspirazioni e gli ideali, la civiltà. Così, ad esempio, per capire veramente ed in profondità i luoghi del nostro paese, per rinverdire e rivalutare il felice e quasi unico connubio esistente in Italia tra natura, cultura, religione, non possiamo fare a meno di ricorrere alle testimonianze della sua arte. Non basta però fermarsi ai santuari, alle chiese, ai palazzi ed alle altre opere ormai note e studiate, occorre andare oltre, riscoprendo le proprie radici e ricercando con amore e dedizione i doni dell’arte nascosti nel nostro paese. Mi riferisco a tutte quelle opere che abbiamo sotto gli occhi, ma non vediamo, ad esempio quelle madonnine poste agli angoli delle strade o sulle facciate di antichi palazzi. L’invito è quello di sollecitare e promuovere il contatto diretto con le opere d’arte in un clima quotidiano, semplice e partecipativo per riscoprire l’immenso giacimento artistico-culturale che ci circonda. Attraverso uno sguardo quieto, ma attento, ognuno può osservare e meditare, riscoprire le proprie origini e comprendere meglio la contemporaneità, stimolare la curiosità, rinverdire la memoria, sollecitare l’attenzione e nutrire la cultura, ammirare le testimonianze vive di amore per la propria terra.
Inoltre, il patrimonio artistico-religioso è in grado in ogni tempo di suscitare quello stato d’animo e quella calma interiore capaci di stimolare la riflessione ed elevare la persona verso un dialogo con i valori trascendenti. La tensione interiore è un’esigenza profondamente legata alla natura umana ed ogni persona è misteriosamente chiamata ad assecondarla inseguendo un’intima e soggettiva ricerca d’unità con Dio che le permetta di vivere in armonia con se stessa e con la realtà.
Al centro di tutto vi è sempre l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, l’uomo che cerca quindi un rapporto con il Creatore attraverso la contemplazione delle opere d’arte e della natura; l’uomo che costruisce con il suo estro splendide creazioni artistiche in nome della spiritualità per gettare una specie di ponte tra umanità e Bellezza.
Si è già sottolineato come i punti di vista da cui partono gli artisti possano essere molteplici e in dipendenza dalle convinzioni di fondo dell’ambiente culturale del loro tempo, ma la vasta fioritura di opere d’arte sacra che lascia l’osservatore colmo di stupore e ammirazione, testimonia la felice unione tra funzionalità ed estro presente nell’arte cristiana. Aldilà degli stili ben noti della storia dell’arte, bisogna imparare a guardare le opere con occhi speciali, con uno sguardo che ci proietti oltre il semplice apparire. Ad esempio, dietro la forza e la semplicità di una cattedrale romanica, è necessario imparare a scorgere l’estro dell’artista che si lascia ispirare dalla Bellezza e dal desiderio di cogliere il senso del mistero. L’arte sacra ha fondato e tutt’oggi fonda il suo interesse sull’uomo, sul mondo, sulla realtà della storia.
Dentro le forme d’arte non c’è solo il genio dell’artista, ma l’anima di un popolo (Lettera agli artisti, 9). La creazione artistica influenza gli uomini ed il bene comune, non rivela soltanto l’ispirazione dell’artista, ma rappresenta il suo contributo all’arricchimento del patrimonio culturale ed allo sviluppo della società.
Il credente di fronte ad ogni autentica intuizione artistica, viene rapito poiché essa contribuisce a condurlo oltre il sensibile, cercando di interpretare il mistero di Dio. L’incontro con Dio, personale ed unico per ogni essere umano, può essere agevolato dalle opere d’arte, sensibili per loro natura a tutte le manifestazioni della Bellezza. Ogni forma autentica d’arte rappresenta una possibile via d’accesso alla divinità ed alla fede. A tal proposito, Papa Giovanni Paolo II sostiene che l’arte intesa come ricerca della Bellezza costituisce un appello verso il Mistero e che l’artista si fa in qualche modo voce dell’universale attesa di redenzione, persino quando scruta le profondità più oscure dell’anima o gli aspetti più sconvolgenti del male (Lettera agli artisti, 10).


NOTE

1 cit. in L. GANDINI, Antropologia dell’arte, in Titolo, anno IX n. 26, primavera/estate 1998
2 L. GANDINI, Antropologia dell’arte, in Titolo, anno IX n. 26, primavera/estate 1998
3 C. SARNO, Arte, tempo e simulazione, Steedizioni, Napoli 1989
4 C. SARNO, Arte, tempo e simulazione, Steedizioni, Napoli 1989
5 W.H. Wackenroder, Scritti di poesia e di estetica, Sansoni, Firenze 1967, pp. XVI-XVII
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Anno IV n.1/2, gennaio/aprile 2006


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